Chiesa parrocchiale di S.Ciriaco
Fondata
probabilmente nel XIV sec., è stata
ristrutturata e completata nel corso del XVI sec. Da fonti storiche, si legge che, nell'anno 1576, i cittadini del distretto dell'Università
di Foglianise avevano ricostruito e ampliato il tempio dedicato a San Ciriaco, diacono romano
vissuto al tempo dell'imperatore Diocleziano. Erano stati i terremoti del
1651 a
rovinare la chiesa, che era stata costruita nel luogo detto "Fontana de' Santi",
nome derivante dalla presenza di una fontana. Originariamente, il tempio era ad
una sola navata. Con i lavori di
ricostruzione terminati nel 1576,
voluti dalla famiglia d'Avalos, che in quegli anni esercitava il diritto di
patronato sulla chiesa, furono aggiunte due navate laterali, rese necessarie
dalla crescita demografica del paese. L'ampliamento della navata sinistra, fu
voluto, in particolar modo, dalla famiglia Pedicini, che la dedicò a San
Giovanni Evangelista e ne conservò a lungo il diritto di patronato.
Dell'impianto originario, che la tradizione vuole che sia stato costruito sui
resti del tempio della Dea Fortuna, restano ancora oggi le colonne
di pietra, le cui basi, però, sono alquanto infossate, segno che il pavimento
venne rialzato nel tempo. A consacrare la chiesa, fu forse il card. Massimiliano
de Palombara, arcivescovo di Benevento (1574-1607), il quale vi pose le croci di
benedizione, una delle quali, in bronzo, solo alcuni anni addietro, era ancora
sistemata sulla colonna dell'acquasantiera. Nel terremoto del 1688, il
tempio
subì numerosi danni, ma venne subito restaurato, tanto che il card. Vincenzo
Maria Orsini, arcivescovo di Benevento, lo riconsacrò il 31 agosto 1700. Alla
chiesa
appartenevano numerosi beni tra i quali terre, vigneti, uliveti e mulini. Nel
1884, al tempo dell'abate Marco Martini, la chiesa fu soggetta ad ulteriori
lavori di restauro, resi necessari dalle pessime condizioni in cui versava. In tale occasione, furono rifatti il muro esterno e le volte e chiuse le
sepolture. Venne, poi, consacrata il 29 giugno 1875, al tempo del card. Domenico
Carafa della Spina, al cuore sacratissimo di Gesù. Il 9 agosto, con il discorso
celebrativo del P. Michele Camerlengo, divenuto poi vescovo di Nola, fu
benedetta una nuova campana e posta insieme all'altra sul campanile. Entrando
nella chiesa, è possibile ammirare ben sette altari: l'altare maggiore dedicato
a San Ciriaco, l'altare della Madonna degli afflitti, l'altare della Madonna del
SS. Rosario, l'altare di San Giuseppe, l'altare della Madonna della Libera,
l'altere di San Giovanni Battista e l'altare di San Giovanni Evangelista.
Sull'altare maggiore, oggi si trova la statua dell'Immacolata al posto di
quella di San Ciriaco, che è stata collocata in una nicchia situata nella navata
laterale. Come detto, la chiesa è costituita da tre navate di cui, la centrale,
ha la soffitta di tavole di pioppo pitturate. La cupola è realizzata con
cassettoni dipinti nella tonalità dell'azzurro con stelle dorate, simboleggianti
la luce divina; nelle vele laterali sono raffigurati i Quattro Evangelisti.
Spiccano, inoltre, le raffigurazioni di vari Santi tra cui San Pio e Santa Rita.
Da menzionare, per il significato, sono le lapidi su cui risaltano i nomi
dei vari parroci che si sono succeduti. La chiesa ospita la statua della
Madonna delle Grazie, che viene portata in processione all'omonima cappella,
situata nel Casale Barassano.

la Parrocchia di S.Ciriaco; in alto una foto della navata centrale